Gli effetti psicologici e cerebrali del Trauma

Vivere un evento traumatico non comporta solo conseguenze di tipo emotivo, ma anche cambiamenti a livello corporeo e neurologico. Ciò causa un’alterazione del modo in cui il nostro cervello elabora il mondo, il pericolo, le emozioni e i ricordi.

 

A livello psicologico il trauma può distruggere le assunzioni fondamentali che abbiamo sul mondo e su noi stessi.

Spesso in seguito ad un trauma si sperimentano le seguenti reazioni:

  • il mondo viene percepito come un posto pericoloso e imprevedibile e ci si sente vulnerabili
  • si possono sperimentare sentimenti di vergogna e colpa (“c’è qualcosa di sbagliato in me” o “non ho fatto abbastanza”) specialmente in seguito a traumi relazionali o se si sopravvive ad altre persone
  • la fiducia nelle proprie capacità di proteggersi e gestire la situazione viene meno, portando la persona ad uno stato di iper-vigilanza e ansia (es. si fatica a prendere sonno).
  • difficoltà di concentrazione
  • reazioni fisiche come senso di nausea o stanchezza
  • irritazione verso gli altri (soprattutto familiari)


Nel caso in cui l’evento traumatico non venga rielaborato ed archiviato in reti neurali adattive, si possono osservare:

  • flashback, incubi e pensieri intrusivi persistenti
  • dissociazione persistente: il meccanismo di difesa della dissociazione, in cui la mente si disconnette dal corpo o dalla realtà circostante per sfuggire al dolore emotivo
  • evitamento: tendenza ad evitare persone, luoghi o attività che potrebbero innescare il ricordo dell’evento traumatico

A livello neurologico il trauma produce una ritaratura del sistema d’allarme del cervello, un aumento dei livelli degli ormoni dello stress (come cortisolo e adrenalina) e alterazioni nella capacità di discriminazione di informazioni rilevanti e irrilevanti. 
In particolare:

  • un trauma psicologico comporta un maggior rilascio di cortisolo, picchi di adrenalina e fluttuazioni della concentrazione dei neurotrasmettitori anche dopo che il pericolo è passato. Questo comporta una perdita dell’omeostasi neurale e numerosi cambiamenti nel sistema nervoso 
  • l’amigdala, il nostro centro di rilevamento del pericolo, nelle persone traumatizzate risulta iperattiva e sensibile, reagendo in modo esagerato anche a stimoli che non sono realmente minacciosi (es. un forte rumore), scatenando una risposta di lotta, fuga o congelamento anche in assenza di pericolo reale
  • la corteccia prefrontale, sede delle funzioni esecutive quali pensiero razionale, pianificazione, controllo degli impulsi e regolazione emotiva, nelle persone che hanno subito un trauma risulta ipo-attivata. Questo significa che la capacità di regolazione emotiva è compromessa
  • l’ippocampo, sede della memoria a lungo termine episodica e semantica che permette di archiviare i ricordi in modo contestuale, nelle vittime di trauma cronico (come disturbo post traumatico da stress) può risultare ridotta; ciò causa una frammentazione dei ricordi traumatici, impedendone la rielaborazione e archiviazione. 

La buona notizia, supportata dalla scienza, è che il cervello è dotato di neuroplasticità, cioè è in grado di modificare le proprie connessioni e strutture. La guarigione da un trauma è letteralmente un processo di riorganizzazione cerebrale.